Appello di Arkeopolis, Interventi, Novembre 2006

APPELLO DI ARKEOPOLIS
LA ONU AVVERTE:
IL RISCALDAMENTO GLOBALE CANCELLARÁ
LE TESTIMONIANZE STORICHE


      Siti archeologici, città centenarie ed altri gioielli storici, soprattutto nelle vicinanze del mare, sono destinati alla distruzione se i governi mondiali non prenderanno urgentemente misure adeguate per fermare il rapido riscaldamento globale.
     L´allarme é stato lanciato nella Conferenza mondiale dell´ONU sul clima. Tom Downing, dell´Istituto ambientale di Stoccolma, ha tracciato un´amplia panoramica dei rischi, accentuando come l´oceano potrebbe inghiottire stabilimenti ancestrali come la Città Vecchia dell´isola Lamu, in Kenya, che data al XII secolo ed é stata dichiarata dall´UNESCO Patrimonio dell´Umanitá, lo stesso puó accadere con le rovine di Sukhothai (nonostante il suo nome che significa "L´alba della felicità") in Tailandia, fondata nel 1238; la salita del livello degli oceani causerà la distruzione di città come Il Capo, Lagos e Alessandria d´Egitto. Come italiano, mi domando cosa accadrebbe a Venezia ed a Sorrento.
     E non parleremo in questo sito degli altri effetti del riscaldamento del pianeta, non perché sottostimiamo la loro importanza, ma per il fatto che non si tratta della nostra materia di studio e sarebbe anche troppo largo: non possiamo, ciononostante, non segnalare che l´alternarsi di siccità ed inondazioni avrebbe, ovviamente, un effetto devastante sulle condizioni di vita dell´uomo e porrebbe fine all´agricoltura, specialmente nel continente africano.
     Concordiamo con i princìpi esposti da Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma dell´ONU per l´Ambiente, che segnala come i processi di adattamento ai cambi climatici devono includere i siti naturali e culturali di importanza storica.
     Come Arkeopolis, con molta modestia ma con grande determinazione, vogliamo dare eco all´allarme ed agli avvertimenti lanciati dall´ONU e vogliamo anche dire che, in nostra opinione, la risposta dei Governi del mondo non può essere semplicemente di rinchiudere animali ed oggetti in zoo e musei. É necessario, infine e finalmente, che i governi, tutti i governi a livello mondiale, prendano coscienza del fatto che non ci troviamo di fronte a racconti di fantascienza né a vaghe teorie pessimistiche, bensì a verità che prevedono una realtà inappellabile. L´uomo già fa sufficiente danni con le guerre ed i saccheggi al patrimonio archeo-storico dell´Umanitá: non cerchi adesso di fare danni senza ritorno anche alla natura cosicché poi questa distrugga prima la memoria dell´uomo, ossia l´archeologia, e finisca poi con la stessa umanità senza cervello.
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