Arkeopolis archivio - Notizie Ottobre 2006
Le Notizie di Ottobre 2006

OTTOBRE 2006

USA, AFFASCINANTE SCOPERTA A PHOENIX

"Hohokam" deriva dall'antico Akimel e significa "coloro che sono andati". Sembra però che tremila anni dopo siano tornate (alla luce) le case di questo antico popolo nel centro di Phoenix. La scoperta é stata condotta durante la costruzione del nuovo Centro di Convenzioni ed i ritrovamenti sono stati eccezionali: si parla di tre delle piú antiche costruzioni del genere, e sono stati raccolti piú di 3500 sacchetti di reperti e terreno. L'archeologo Mark Hackbath lavora a tappe forzate per raccogliere i resti dell'antico villaggio, ma non per questo é meno sensibile al fascino della scoperta, e lo dimostrano le sue dichiarazioni: mentre osserva un frammento di terracotta che si nota a stento fra il pollice e l'indice, afferma: "perfino questi piccoli frammenti sono informativi...osservando ciò che é nel suolo, nelle vicinanze, si comprende di piú su ciò che veniva fatto nel passato, e non stiamo solamente osservando un bel reperto od una meravigliosa casa. Stiamo osservando la struttura sociale, aspetti di come vissero e morirono".
I pionieri che per primi si stanziarono nel territorio sapevano che stavano per edificare sulle rovine di un´antica civiltà: chiamarono così la loro città "Phoenix", "Fenice", a simbolo della nuova civiltà che sorge dall’antica, un tributo inequivoco a "coloro che sono andati".
Carmine

RITROVATE LE TESTIMONIANZE DELL´EDEN?

L´archeologo Klaus Schmidt ne é convinto: il sito Gobekli Tepe é connesso con la leggenda dell’Eden, il Paradiso Terrestre. Da quando la scoperta é stata fatta nel 1994, molti esperti hanno ammirato le misteriose rocce della località turca, ma le ultime scoperte sono quelle che hanno portato a galla l’affascinante teoria del Giardino dell’Eden. Gli storici si sono domandati a lungo se l’Eden fosse un’allegoria del passaggio dalla caccia all’agricoltura oppure se fosse un´antica reminiscenza, e la prima sembra prevalere: i biologi affermano che il cambio all’agricoltura é avvenuto proprio in Turchia, ed addirittura sembra che i primi animali siano stati addomesticati a un centinaio di chilometri dal sito di Gobekli. E perfino i dati "biblici" sembrano corretti: la Bibbia descrive fiumi e montagne circondando l’Eden, e Gobekli Tepe si trova nella "mezzaluna" fra il Tigri e l’Eufrate, circondato da montagne.
L´archeologo é stato piú diretto: "Il sito é di 12000 anni fá, antecedente perfino alla ruota. Ai fini della comparazione possiamo notare come Stonehenge risalga a 4000 anni fa. I nostri scavi dimostrano inoltre che si tratta di un centro religioso, il tempio piú antico del mondo. Questa esistenza, per l´appunto, paradisiaca, é stata interrotta per cause molto semplici: la necessità di nutrire molte persone ha portato a coltivare anche i campi selvatici, ma l´estenzione dell´agricoltura ha cambiato il paesaggio, gli alberi sono stati tagliati, ed a poco a poco ciò che era una terra paradisiaca é andata distrutta, circa nell´8000 a.C.". Ciò che indubbiamente ci sorprende sono gli spettacolari rilievi di vita che ci giungono come antiche fotografie di una terra di cui fino ad oggi avevamo solo letto e sognato.
Carmine
First Post

FRANCIA, ROMANI E GRECI IMPIEGAVANO NANOCRISTALLI

Non é uno scherzo, ma la conclusione a cui é giunto il dottor Philippe Walter del Centro Ricerche e Restauri del Museo Nazionale Francese, pubblicata nella rivista Nano Letters. I ricercatori hanno analizzato la tintura utilizzata nel periodo greco-romano, che include mistura di ossidi e limatura. Dopo aver immerso 50 milligrammi di capelli biondi umani per tre giorni nella soluzione, li hanno analizzati e sono rimasti sorpresi di vedere il loro progressivo tingersi di nero ed un analisi microscopica ha rivelato nanocristalli di solfato di piombo al loro interno. Sembrerebbe che il piombo dell’ossido reagisca con lo zolfo degli amminoacidi presenti nel capello, affermano i ricercatori, offrendo il colore nero. Affermano inoltre che i cristalli di 5 nanometri somigliano molto a quelli creati oggi con i metodi scientifici avanzati. I romani ed i greci, dunque, impiegavano (loro malgrado) una forma di "nanotecnologia". Cosa sarebbe accaduto se la scoperta fosse invece stata realizzata da un team di esperti di archeologia "misteriosa"?
Carmine
ABC

EGITTO, DIVIETO DI TRANSITO IN DIFESA DELL´ARCHEOLOGIA

Cairo, le autorità egiziane hanno posto il divieto sul transito dei veicoli per Saqqara, nel sudovest, dopo l´apparizione di crepe nella piramide piú antica. Il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Zahi Hawass ha deciso di porre il divieto di transito sulle macchine ed autobus in attesa di turisti nell´area archeologica di Saqqara, avendo causato crepe nella piramide di Djoser. Costruita nel XXVII secolo a.C. la piramide di Djoser é considerato il monumento in pietra piú antico del mondo.
La struttura, di 60 metri di altezza, era stata commissionata dall´omonimo faraone, fondatore della Terza Dinastia, per la sua sepoltura in quella che allora era la capitale d´Egitto. Il dottor Hawass ha avvertito che chiunque sarà sorpreso circolando con un´automobile sarà accusato di danni archeologici e azioni illegali. L´iniziativa contrasta visibilmente con quella presa a Londra in riferimento ad un altro importante patrimonio dell´umanitá, Stonehenge, ma forse dopo qualche crepa sui suoi monoliti anche sulla A303 ci sarà il divieto di transito.
Carmine
IOL

INGHILTERRA, TROVATA LA SOLUZIONE OTTIMALE PER STONEHENGE

Stonehenge, dopo venti anni di contese e milioni spesi per consulte e piani sullo stato di Stonehenge, un esperto ha proposto finalmente la soluzione ottimale, che é sembrata piacere a tutti: non fare nulla. Ironia a parte, questo fatto che ha del tragico é accaduto veramente, e l´esperto in questione altri non é che il professor Peter Fowler, internazionalmente riconosciuto per la sua esperienza su Stonehenge e per il maneggio del Patrimonio Artistico Mondiale. La giornalista Maev Kennedy del Guardian UK Online ha usato l´espressione giusta, affermando che l´esperto "washed his hands of the whole argument", si é lavato le mani sull´intera questione. La conclusione é stata quanto mai sorprendente, anche perché al contrario non sarebbe stata certo la prima volta in cui una misura "estrema" presa in difesa del patrimonio archeologico: ricordiamo infatti il "divieto di sorvolo" imposto il mese scorso su Machu Picchu, in Perú.
La A303, un´autostrada fondamentale per il sudovest, e la minore A344 passano praticamente accanto al cromlech "ma siccome non può costruirsi un tunnel, deve rimanere esattamente com´é perché non esiste altra opzione", ha concluso Fowler. La straordinaria conclusione é stata opportunamente offerta al Consiglio dell´Archeologia Britannica, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, proprio in occasione del ventesimo anniversario della dichiarazione di Stonehenge come patrimonio dell´umanitá. Sembra che la A303 continuerà ad essere, come affermò un comitato del Parlamento Inglese nel 1989, una "disgrazia nazionale" e forse, aggiungiamo noi, internazionale.
Carmine
Guardian

AFGANISTAN, ARCHEOLOGI CERCANO DI SALVARE IL SALVABILE

Bamiyan, archeologi mettono in gioco la loro stessa vita per salvare frammenti dei due Buddha giganti, fra bombe inesplose esaminate da esperti. Monaci buddisti impiegarono svariate decine di anni per costruirle, circa un millennio e mezzo fa, mentre al governo Talebano é bastato un arsenale di esplosivo per distruggere nel marzo 2001 le statue, l´una di 53 metri e l´altra di 36. Sono trascorsi cinque anni da allora, e gli archeologi cercano ancora di completare l´inventario dei frammenti, costretti ad interrompere il lavoro circa ogni mezz´ora per controllare le bombe inesplose. "Ci concentriamo nel preservare ciò che rimane raccogliendo i frammenti fisici" ha affermato l´architetto tedesco Georgios Toubekis dell´universitá di Aachen, che controlla il lavoro per il Consiglio Internazionale su Monumenti e Siti.
"Non ha senso raccogliere i pezzi e non fare altro con loro - ha proseguito - dobbiamo pensare a cosa farci dopo". Si tratta di frammenti, alcuni delle dimensioni di automobili, altri ridotti in polvere. Alcuni vorrebbero ricostruire i Buddha, almeno in parte. Altri suggeriscono che potrebbero venire ricostruiti con materiali moderni, o perfino proiettati con laser a scopo simbolico. Infine, c´é chi afferma che il gesto iconoclasta deve essere ricordato così com´é avvenuto. Le misure prese nei confronti della Bastiglia, dunque, non hanno insegnato nulla. "La distruzione dei Buddha é storia - afferma Nasir Mudabir, direttore del sito - se li ricostruite, distruggete la storia". L´UNESCO, forse un pó in ritardo, ha dichiarato Bamiyan patrimonio dell´umanitá nel 2003. "Riceviamo pressioni da tutti per ricostruirli - ha affermato piú concretamente Omar Sultan, Ministro della Cultura - ma come archeologo non posso immaginare la ricostruzione di un Buddha con calcestruzzo o simili. Gli artisti che li fecero 1500 anni fa avevano ben diverse sensazioni". Sultan opta per una tecnica di ricostruzione che unisca i frammenti originali in un nuovo materiale, così da risultare evidenti i frammenti mancanti.
Carmine
KRT Wire - La Porta del Tempo

ERUZIONE DI SANTORINI, RAMO DI OLIVO ANTICIPA DISASTRO

Roma, dopo trent'anni di infiniti dibattiti e ricerche arriva una scoperta scientifica sensazionale, che costringerà a riscrivere un pezzo della storia archeologica: l'eruzione del vulcano Santorini avvenne un secolo prima rispetto a quando si è sempre creduto, cioè intorno al 1.600 a.C.
Tutto è cominciato dal ritrovamento di un ramo di olivo seppellito sotto le ceneri eruttive del vulcano dell'isola greca di Santorini. Un reperto prezioso in grado di riscrivere, insieme ad altri rinvenimenti, una delle storie più affascinanti dell'archeologia egea, considerata da alcuni persino come un possibile centro dell´Atlantide di Platone. La datazione al radiocarbonio ottenuta dall'analisi dell'albero sommerso dai materiali vulcanici, nell'ambito delle ricerche condotte da Sturt Manning della Cornell University (Usa), ha permesso infatti di arrivare a un'indicazione cronologica diretta dell'eruzione (ora 1627-1600 a.C., in precedenza 1525-1500 a.C.): esattamente un secolo prima rispetto a quando si è sempre pensato. Non sono ben chiare le implicazioni "bibliche" della scoperta: ricordiamo infatti che all´eruzione di Santorini era collegata una delle famose Sette Piaghe d´Egitto.
La Porta del Tempo

ITALIA, APERTA AL PUBBLICO LA NECROPOLI VATICANA

Città del Vaticano, Il Vaticano rivela i suoi tesori sotterranei. É stata inaugurata la necropoli di epoca romana riemersa tre anni fa durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio. Sul luogo di sepoltura, che si trova lungo l'antica via Triumphalis, sono stati rinvenute urne di terracotta con ancora le ceneri, sarcofagi dell'epoca di Augusto (dal 23 a.C. al 14 d.C.) e di quella di Costantino, del IV secolo dopo Cristo. Sono visibili anche alcuni scheletri. Le persone sepolte appartenevano a vari ceti sociali, dai ricchi agli artigiani, con i simboli del loro settore commerciale. Tra i sepolti, il progettista del teatro di Pompei. Nella sua tomba sono incisi un compasso e una squadra.
"Abbiamo trovato una piccola Pompei funeraria - ha dichiarato il capo del dipartimento delle antichità classiche del museo, Giandomenico Spinola - Abbiamo i mausolei di Adriano e di Augusto, ma ci mancano sepolture di classi piú umili". Ci sono anche mosaici e numerose statue, come quella paleocristiana di un cavaliere ritratto nella posizione dell'orante, con le braccia aperte. Mancano comunque simboli chiari della religione cristiana, perché durante l'impero era perseguita. La necropoli si potrà visitare il venerdì e il sabato in gruppi da 25, dopo aver ottenuto un permesso dal museo.
La Porta del Tempo

GRAN BRETAGNA, NUOVE IDEE SULLA PATRIA DI ODISSEO

Un team di geologi sta sfidando idee chiarite della mitologia greca proponendo un sito alternativo per Itaca. L´isola era definita la patria di Ulisse, il cui viaggio di dieci anni al ritorno dalla Guerra di Troia é descritto dal poema epico di Omero, l´Odissea. La stragrande maggioranza ritiene oggi che l´isola ionica Ithaki sia il luogo, ma geologi stanno localizzandola invece nella vicina Kefalonia, in un tentativo di dimostrare se la penisola di Paliki é la vera località. Gli scienziati sperano di trovare prove per le quali una volta la penisola era separata dalla Kefalonia da un canale navigabile (che adesso non esiste piú). "Non possiamo certo dimostrare che l´Odissea é autentica - afferma il geologo dell´universitá di Edimburgo John Underhill - ma possiamo provare se Omero aveva chiara la sua geografia".
La squadra, che include geologi, classicisti ed archeologi, afferma che l´Itaca moderna non somiglia alla descrizione fatta. "É sempre stato un tema controversiale, sin dall´antichitá", ha affermato il professor James Diggle di Greco e Latino nel prestigioso college di Cambridge. "Molti candidati sono stati suggeriti e generalmente si assume che l´isola Ithaki, che ha lo stesso nome - deve essere Itaca, ma semplicemente non coincidono le informazioni geografiche che abbiamo sull´Itaca originale}". La soluzione di Paliki era stata proposta da Robert Bittlestone nel 2005 nel suo libro "Odisseo scoperto: la ricerca dell´Itaca di Omero".
Mi chiamo Odisseo, figlio di Laerte, famoso mondialmente per stratagemmi; il mio nome ha raggiunto i cieli. La brillante Itaca é la mia patria
Carmine
BBC

USA, ARCHEOLOGIA ED ESERCITO SI AIUTANO MUTUAMENTE

New York, in una situazione internazionale alquanto instabile, i conflitti nella regione mediorientale causano ovviamente ingenti danni all´archeologia, anche se ovviamente sono forse quelli meno lamentati. L´Esercito Americano sembra comunque voler evitare questo. Il Colonnello Rick Mitchell, pilota veterano dell´Air National Guard dell´U.S. Army´s Fort Drum, in New Yor, ha affermato che "saranno impartite lezioni ai piloti per riconoscere ed identificare questo genere di sito [archeologico] dall´alto in simulazioni altamente realistiche".
"Non vogliamo scaricare bombe su cimiteri o moschee o distruggere siti archeologici importanti che esistono da migliaia di anni" ha affermato il Colonnello. "Questo non ci renderebbe certo alleati", ha affermato l´archeologa Laurie Rush, manager di risorse culturali di Fort Drum, e cosí con un finanziamento di 165 mila dollari dal Dipartimento della Difesa, l´archeologa Rush assieme alle unità di Aree Integrate di Addestramento hanno iniziato un programma di sensibilizzazione di soldati e piloti per il riconoscimento di rovine archeologiche.
"Abbiamo bisogno di addestrarli prima, e non una volta che il danno é fatto. Questo dovrebbe essere parte dell´addestramento in tutto il mondo" ha concluso. "Anche se la priorità dei marines é difendere la loro vita, ricorderanno che anche il posto necessita protezione". Ci auguriamo dunque che questa lodevole iniziativa si estenda e diminuisca fortemente una gran parte dei danni archeologici.
Carmine
AP

SCOZIA, IL VALLO ANTONINO SARÁ PATRIMONIO DELL´UMANITÁ?

Il Vallo Antonino, la frontiera dell´impero Romano in Bretagna, é stata nominata per il patrimonio dell´umanitá, nomina che lo sommerebbe a Stonehenge e la Torre di Londra. La struttura di 60 chilometri é una delle tre nominate dal governo inglese, assieme all´acquedotto di Pontcysyllte di 300 metri ed il monastero di Wearmouth e Jarrow. Il Regno Unito ha attualmente 27 elementi del Patrimonio mondiale, includendo l´antica e moderna Edimburgo, Stonehenge, la torre di Londra, il Vallo di Adriano e Palazzo Blenheim. Il Vallo Antonino é stato costruito per ordine dell´imperatore Antonino Pio, successore di Adriano, spostando così il confine fino al Firth of Forth nel 142 d.C. Il Vallo é noto anche come Fosso di Grahame, riferimento alla leggendaria breccia di Gramus, fondatore del clan Grahame, nel 420 d.C. Il Ministro della Cultura Patricia Ferguson ha affermato: "si tratta di un tesoro archeologico internazionale, il tocco della civiltà romana nella Scozia centrale é un ricordo dei molti vincoli europei con il nostro paese e la nomina a patrimonio dell´umanitá é appoggiata anche da altri paesi".
Carmine
Scotsman

SIRIA, SCOPERTO EDIFICIO DI 11 MILLENNI FA

Damasco, archeologi affermano di aver scoperto un edificio di 11 mila anni fa. "Una scoperta sensibile é stato lo scoprire un edificio circolare dell´8800 a.C. vicino alla località di Ja´de", ha affermato Eric Coquengniot, capo del team archeologico francese che ha realizzato la scoperta. L´edificio "piú largo delle case normali aveva probabilmente una funzione collettiva, per tutto il villaggio" ha segnalato l´archeologo Coquengniot, che dirige il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica, la base scientifica francese maggiore che ha diretto gli scavi della zona per gli ultimi 15 anni.
Carmine
Yahoo

AUSTRALIA, TROVATA ASCIA DELL´ETÁ DELLA PIETRA

Sydney, una stupefacente ascia dell´etá della Pietra é stata recuperata da un team di archeologi ed esploratori in una spedizione nel Wollemi National Park. Si tratta del primo ritrovamento del genere nella regione di Sydney e possibilmente nell´intero sudest australiano. Ciò che rende la scoperta dell´ascia fatta dall´esploratore australiano Peter Butler così sorprendente é che il manico di legno era incluso nella pietra. Nonostante il team abbia dato il massimo, questi era già spezzato da circa un secolo e per questo era stata scartata dal suo possessore La pietra, pezzo di difficile e lunga realizzazione, sembra invece essere stata attentamente messa da parte.
Le scoperte sono prove del fatto che il Wollemi non é sempre stato un posto disabitato; il direttore esecutivo dell´istituto del patrimonio mondiale delle Montagne Blu John Merson ha affermato: "potrebbe trattarsi di una delle zone piú ricche di arte su roccia dell´intero paese".
Carmine
smh.com.au

MESSICO, SCOPERTO UNO DEI PRIMI CALENDARI MESOAMERICANI


A pochi giorni dal ritrovamento di un altare ed una lapide nel centro di Città del Messico, ricercatori hanno dichiarato di aver riportato alla luce quello che potrebbe essere uno dei primi calendari della storia del Meso-America, una scultura monolitica che ritrae figure femminili. I segni sulla sommità delle figure sembrano descrivere l’inizio - o parte - di un calendario lunare di 13 mesi, ha spiegato l’archeologo Guillermo Ahuja, che ha condotto lo scavo del monumento. “Si tratterebbe della prima raffigurazione di un calendario o di elementi di un calendario risalenti ad un periodo così remoto” ha aggiunto Ahuja.
Il monolito, che misura più di 8 metri e pesa circa 20 tonnellate, è stato trovato presso le rovine di Tantoc nello Stato di San Luis Potosi, presso la costa settentrionale del golfo del Messico. Le iscrizioni simili a petroglifi sono state incise in un periodo stimato attorno al 700 a.C., probabilmente dalla coltura di Huasteco. “Le più antiche iscrizioni di un calendario note per certo provengono da Oaxaca e si datano a non prima del 500 a.C. - ha dichiarato il professore di archeologia all'Università di Tulane E. Wyllys Andrews - un reperto risalente al 700 a.C. nella regione degli Huasteca sarebbe una scoperta sensazionale.”
La Porta del Tempo

GRANDE SCOPERTA A CITTÀ DEL MESSICO

Gli archeologi messicani hanno scoperto quelle che potrebbero essere le rovine azteche più significative in decenni di ricerche, riportando alla luce un altare ed un monolito nel cuore di Mexico City.
Un altare del XV secolo, che faceva parte del principale tempio dell’impero azteco, è stato scoperto vicino alla piazza di Zócalo, la più importante della città, insieme ad una lastra di pietra di circa 4 metri. "È la scoperta più importante, in 28 anni di studi. Permetterà di scoprire molti nuovi elementi sull’antica civiltà“ ha dichiarato il sindaco della città Alejandro Encinas. L’altare reca un fregio dedicato al dio della pioggia Tlaloc ed un’immagine relativa ad un rito agricolo.
Gli archeologi non hanno ancora concluso i lavori di recupero del monolito che pensano potrebbero aver fatto parte dell’ingresso di un'entrata ad alloggiamenti sotterranei. Gli Aztechi iniziarono a costruire il tempio di forma piramidale chiamato Templo Mayor nel 1375. Le rovine di detto tempio si trovano nella cuore del Zócalo, un centro che costituisce una vera simbiosi fra culture passate e presenti, dove al Tempio Maggiore si alternano il Palazzo Presidenziale e la Cattedrale della città.
La Porta del Tempo

GALLES, CANOA DI 3000 ANNI VIAGGIA DI NUOVO

Una canoa dell’Età del Bronzo scoperta durante lavori su un gasdotto da un archeologo del National Grid, ha compiuto il suo primo viaggio dopo più di 3.000 anni, quando è stata spostata dall’est del Galles verso Newport per lavori di restauro. Stonehenge era ancora in via di realizzazione, quando il manufatto del peso di una tonnellata, formato da un singolo tronco di quercia e creduto una canoa intagliata nel legno - ma che potrebbe essere altrettanto bene un contenitore usato per scopi di cottura - vide per l'ultima volta la luce del giorno.
Il manufatto è stato sigillato in una cassa su misura, e caricato su un camion per essere trasportato a Newport, dove è stato immerso in una vasca piena d’acqua per proteggere il legno antico dall’azione dell’ossigeno.
La Porta del Tempo


Ringraziamo gli amici di La Porta del Tempo per la loro collaborazione.


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