
Il Jean Paul Getty Museum
Autore: Carmine Camarca
      Nei mesi scorsi ci é capitato di dover parlare molto di una spiacevole situazione che, purtroppo, perdura ancora oggi. Ci riferiamo alla negativa da parte del noto J. P. Getty Museum californiano di restituire reperti archeologici appartenenti al Patrimonio Italiano. Questo incidente non ha certamente reso popolare questo Museo agli occhi del mondo, e personalmente riteniamo che il suo fondatore omonimo non sarebbe felice di quanto sta accadendo. Comunque sia, ci sembra opportuno analizzare in questo articolo le origini del Jean Paul Getty Museum, la cui storia é veramente degna di nota.
     Jean Paul Getty nasce nel 1892 a Minneapolis, Minnesota, ed alla nascita era già erede di un magnate del petrolio, per cui anche egli iniziò a dedicarsi a quest’industria, fondando la Getty Oil Company. Questa impresa giunse a possedere pozzi di petrolio in Texas, Canada, Arabia Saudita; possedeva anche raffinerie in Italia, presso Gaeta, Ravenna e Milazzo.
     La sua flotta era tanto numerosa quante le sue proprietà, ma ciò che a nostro parere realmente spicca in questo 
personaggio e lo rende diverso é la sua passione per l’arte e l´archeologia. Questo dovrebbe essere chiaro di per sé se consideriamo il suo acquisto del castello di Sutton Place, a Londra, per piú di un milione di dollari, ma la sua passione andava molto piú in là.
     Inizió egli stesso una collezione privata, dove accumulò reperti archeologici ed opere d’arte. Ricordiamo ancora una volta che parliamo dei primi decenni del ventesimo secolo. Finalmente, all’inizio degli anni Settanta ha un’idea, creare un museo, un museo diverso in stile dagli altri esistenti e che porti il suo nome, associandolo indivisibilmente all’archeologia ed all’arte. Il progetto concluse nel 1974 e fu molto criticato dalla stampa e dal mondo dell’arte. “Un paradiso plastico in una città kitsch”, giunsero ad affermare taluni critici riferendosi alla struttura del museo ed alla sua creazione nella città di Malibu, California. La sua struttura fu certamente ciò che maggior dibattito e stupore causò, poiché il J. Paul Getty Museum é stato creato sulla base della Villa dei Papiri a Ercolano, distrutta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. assieme a Pompei.
      Ovviamente, l’obbligazione a basarsi su strutture romane in altri luoghi essendo distrutto il modello originale ha provocato lo scaturire di critiche ancora maggiori sulla “copia fedele di qualcosa che non é mai esistito”. “Un museo - ha concluso la critica offrendo involontariamente un riconoscimento - non può competere con gli oggetti che custodisce, non puó essere egli stesso un’opera d’arte”.
     Ma per quale motivo Jean Paul Getty optò per questa scelta? La risposta la offre egli stesso nella sua Autobiografia, di cui riportiamo un frammento:
“Mi rifiuto di pagare per uno di quei modelli bunker-calcestruzzo che sono la moda fra gli architetti, così come rifiuto una mostruosità di vetro tinto ed acciaio inossidabile. Rimasi stupito di come i miei amministratori fossero pienamente d’accordo con quest’idea. Il museo, dissero anch’essi, doveva essere unico, un’opera d’arte.
     Il rifiuto di conformarsi porta ovviamente molti rischi. Questo é piú valido che mai nel mondo dell’Arte, in cui certi quartieri tendono ad essere molto dottrinari. Comunque, ho calcolato i rischi ed ho detto, forse con un ammissibile grado di arroganza, che non mi interessavano. Quindi non sono stato ne scosso ne sorpreso quando i primi critici iniziarono a parlare del museo in termini non positivi. L’edificio non seguiva il criterio arbitrario per “costruire musei”. Ci fu chi pensò che avrei dovuto costruirlo come certe architetture che fanno somigliare un museo ad un penitenziario. In qualsiasi evento, per un paio di mesi, il J. Paul Getty Museum venne chiamato “controversiale” da molti quartieri del mondo dell’Arte.
      Ho la fortunata dote di non rimanere scosso. Possiedo anche una piú che sufficiente esperienza in molte aree della vita per sapere che i critici dalla voce piú alta non sono necessariamente i piú autoritari e meno ancora i piú oggettivi. Piú in lá di questo, sono certo che le loro critiche piú alte porteranno solo a che finiscano rapidamente il fiato”.
      Sfortunatamente, due anni dopo l’inaugurazione del suo Museo, Jean Paul Getty se ne andò, lasciando uno straordinario museo, e ciò che ci chiediamo é perché una persona che possiede un patrimonio che si aggira intorno al miliardo di dollari ha deciso di creare un Museo. Qualsiasi sia la ragione, il gesto é stato indubbiamente straordinario, ed oggi possiamo andare a visitare sia il Getty Center a Los Angeles che il J. Paul Getty Museum a Malibu, l’ultimo ossequio all’arte ed all’archeologia da un suo appassionato.

Carmine Camarca
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