Esclusiva di Arkeopolis: film di Hollywood sulle famiglie Medici e Borgia?, Articoli, Febbraio 2007

Esclusiva di Arkeopolis:
film di Hollywood sulle famiglie Medici e Borgia?

Autore: Nat Cooper


      Che l’Archeologia sia fonte di nuove scoperte, che ci permettono di scrivere la storia in forma sempre piú certa, é fatto noto. Sembra che adesso dovremo rendere merito a questa scienza anche per i suoi risultati nel campo della criminalistica: The British medical Journal ha pubblicato i risultati di studi di una professoressa di “Storia della medicina”, Donatella Lippi (stesso cognome ma niente a che vedere con l’omonimo allenatore campione del mondo), che ha partecipato in investigazioni scientifiche con colleghi dell’Università di Firenze sulla morte di Francesco de Medici, granduca di Toscana, del XVI secolo, ricerche che sembrano dimostrare che fu dovuta non alla malaria ma bensì all’avvelenamento.

     Fino ad oggi, la famiglia della nobiltà italiana che possedeva il triste privilegio di essere nota nella storia per la sua “inclinazione” verso i veleni, con i quali eliminava i suoi nemici, era la famiglia Borgia: realmente non si trattava di una “casta” italiana ma bensì spagnola - “aragonese” per l’esattezza, i Borjia - che si trasferì a Roma quando uno di loro, Alonso, fu eletto Papa nell’anno 1455 con il nome di Callisto III. I Borgia, in tempi in cui i papi curavano piú il potere temporale che quello spirituale, approfittarono l’election del loro Alonso per divenire una famiglia onnipotente e già nel 1492 un altro membro, Rodrigo, ha seguito la “vocazione religiosa” essendo eletto anch’egli Papa con il nome di Alessandro VI. Due Papi di seguito nella stessa famiglia: un record degno di stare nel Guinnes…
      Ciononostante, il nome dei Borgia é passato alla storia non per i “meriti” religiosi ma per le arti di Lucrecia nell’uso di veleni per eliminare i nemici, tanto che perfino nella cinematografia moderna il suo nome é sinonimo di “veleno”. In riferimento é celebre la frase di Michael Corleone - Al Pacino nel terzo film della saga del “Padrino”, quando lasciando il Vaticano grida a Vincenzo - Andy García: “Siamo tornati ai tempi dei Borgia!”. E la sua protesta ricordava l’uso del veleno e non certamente il mecenatismo che Lucrecia aveva anche esercitato, attendendo, nella corte del suo terzo sposo Alfonso d’Este, poeti come l’Ariosto ed il Bambi. Fra un po’, qualcuno potrà urlare che “siamo tornati ai tempi dei Medici”?

     Vediamo. Gli studi degli scienziati Mari, Polettini, Bertol e Lippi sembrano aver dimostrato che Francesco e la sua sposa Bianca Capelo non sono morti per causa della malaria ma bensì dovuto agli effetti di un avvelenamento.
     La cosa sorprendente é che questi studi hanno suscitato altri, secondo i quali anche l’“avvelenato” Francesco non era esente dal vizio di usare veleni: il granduca esperto in alchimia e chimica sembrerebbe aver avvelenato a sua volta la sua prima moglie…
     Nel “caso” deve anche registrarsi l’intervento di un altro prestigioso esponente di un’altra università, il professor Richar Hamilton della Drexel University Philadelphia che ha espresso la sua opinione favorevole in relazione ai risultati della ricerca.
     Dobbiamo anche registrare che i “sospetti di assassinio”, per il momento, puntano sul fratello di Francesco, Ferdinando. Perché? Elementare, Watson, per problema di eredità del potere. Le investigazioni proseguono.

     Nel frattempo ciò che é certo é che ci sono tutti gli ingredienti per un altro romanzo “by” Aghata Christie e non per niente nella Mecca del cinema, a Hollywood, un amico italiano, che lì sta debuttando (da una decina di anni) nella sua carriera di giovane attore ci ha rivelato, in gran secreto, che già, fra i produttori, si parla di un film su questa intricata storia, che si sviluppa a Firenze negli stessi anni della vita dei Borgia a Roma.
      Il nostro amico é un giovane attore che appare ben tre volte aprendo una porta in un film, e la terza volta muore urlando, accoltellato da un’altra comparsa. Beh, questo amico ci ha detto che esiste un altro film, in alternativa, che sarebbe sull’avvelenamento - molto piú recente - di un ex agente del KGB a Londra. Chi vincerà? Questo non lo sappiamo, ma ci auguriamo che i produttori non adoperino nella disputa i metodi dei Borgia… o dei Medici.
Best regards
Nat Cooper



L´autore dell´articolo

   "Nat Cooper" é lo pseudonimo di uno scrittore che nasce dal cognome dell´autore di libri sulla epopea americana come "L´ultimo dei Mohicani" e "Nat", il nome del protagonista di tale epopea che andó a vivere nel West inesplorato "per non sentire il rumore delle asce", ossia l´avanzare di una civiltá nuova ma non rispettuosa della natura.


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